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Dal tetto dell’Ospedale – 31° giorno SASSI E SASSATE DA MATERA In Inghilterra chi vuol fare il sindacalista deve superare un esame di Stato, e deve aver esercitato per almeno cinque anni il mestiere che vuole rappresentare. In Italia, secondo una convinzione molto diffusa, accede al sindacato chi ha poca dimestichezza con la fatica e molta protezione politica. Tre sindacalisti materani, confederati anche nelle convinzioni, hanno scritto che i cittadini in lotta per non far chiudere l’Ospedale di Tinchi di Pisticci (MT) sono affetti da “POPULISMO” e si sono costituiti in “SEDICENTI COMITATI CIVICI”. Con questo clamore, forse, hanno voluto acclarare il loro diritto di accesso al Piano Regionale Sanitario, nel quale confluiscono, come sempre, provvide prospettive di spartizione. “Aggiungi un posto a tavola, chè c’è un amico in più……” Il loro coinvolgimento nel Piano sarebbe auspicabile, se essi disponessero di uomini capaci di dare qualità al progetto. Rimane il dubbio, tuttavia, che la loro partecipazione non sia essenziale. Ma è meglio riflettere in termini culturali. Con quali titoli e competenze i tre sindacalisti svolgono la loro attività? Sanno che Tinchi è ospedale distrettuale riconosciuto dalla Regione al pari di Stigliano e Tricarico? Dicano loro perché d’improvviso si voglia cambiare rotta. Per caso sono cessati i bisogni e i diritti della popolazione del Metapontino e della Montagna materana? Le ragioni del popolo sono diverse dalle ragioni dei prepotenti. Sanno che l’Ospedale di Tinchi è stato, da sempre, il più produttivo ed affidabile della Basilicata? Sanno che d’estate esso può servire una popolazione di 350.000 abitanti? I tre sindacalisti vengano sul tetto più alto dell’Ospedale di Tinchi, e verifichino direttamente se i dimostranti siano “populisti” o cittadini veri e liberi, incompatibili con le prepotenze partitiche e sindacali. I Comitati in lotta non sono “sedicenti comitati”. Quello dei Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto è registrato all’Ufficio del Registro, ed ha per obiettivi statutari la democrazia partecipativa, la promozione del territorio, la pubblica utilità e la legalità. Essi non votano finchè saranno i partiti politici a decidere su programmi e candidati. Essi sono liberi, non si candidano alle elezioni, non ricevono soldi da nessuno, non si lasciano ricattare da alcuno, diffondono la cultura del servizio, non quella del potere. Il Comitato Difesa dell’Ospedale di Tinchi è guidato da due autentici protagonisti del vero sindacalismo: Nicola Dolce della CISL, Domenico Giannace della CGIL. Onore ai sindacalisti sempre vicini ai bisogni del popolo e alle lotte operaie! Commiserazione per i sindacalisti impoltroniti! Invece che accanirvi contro chi da un mese lotta per gli altri, denunziate al mondo il lavoro nero, gli inquinamenti, la svendita e lo sfruttamento del territorio che quotidianamente, sotto gli occhi vostri, si consumano in questa amara terra di Basilicata. Sindacalisti di Matera, se credete di aver sbagliato bersaglio, venite a Tinchi. I cittadini in lotta vi stringeranno la mano, e vi chiederanno di non far chiudere l’Ospedale di Tinchi e di giurare insieme guerra eterna alla spartizione disonesta e al clientelismo senza rossore. Tinchi, 31 luglio 2010 il Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto e il Comitato Difesa Ospedale di Tinchi
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