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Dal tetto dell’Ospedale – 28° giorno Perché tanto accanimento sugli ospedali di Tinchi, Stigliano e Tricarico? Come cittadini chiediamo delle risposte agli uomini delle istituzioni che abbiano il coraggio e sentano il dovere di darcele. E’ vero che l’Ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Matera fu costruito quando era assessore regionale alla Sanità Filippo Bubbico? E’ vero che il progetto e la realizzazione della struttura furono affidati allo studio tecnico del medesimo: Architetti Bubbico & associati? Certamente è vero che condirettore dei lavori fu Vito Gaudiano, perché l’ha detto lui stesso in pubblico, autoproclamandosi con orgoglio “fratello” di Filippo Bubbico. L’effetto di sì alta fratellanza è che oggi egli sia anche Direttore Generale dell’ASM (Azienda Sanitaria del Materano). Ah, se Caino e Abele avessero avuto lo stesso senso della fratellanza! E’ vero che il “Santa Maria delle Grazie” è più grande di quanto fosse necessario? Può essere ipotizzabile che le restrizioni imposte agli Ospedali di Tinchi, Stigliano e Tricarico servano per coprire l’eccesso del “Santa Maria delle Grazie”? Se ciò fosse vero, sarebbe giusto sacrificare i malati del Metapontino e della Montagna materana per coprire sprechi e megalomanie ingiustificabili? L’accentramento in atto nella Sanità del Materano sta creando disagio e sofferenza, sconcerto. Dov’è finita la “pubblica utilità”? In Francia si sta decentrando il servizio sanitario per renderlo efficace ed efficiente sul territorio. Perché si parla di risparmio della spesa sanitaria e non si dice ai cittadini che in Basilicata in debito sono soltanto gli ospedali “galattici” di Potenza e di Matera? Per quest’ultimo stiamo pagando amaramente il debito contratto al punto da non sapere se, salvo l’onore della Beata Vergine e la professionalità di chi vi opera, esso debba dirsi ospedale delle “Grazie” o delle “disgrazie”. Basilicata, Regina degli sprechi, abbi pietà di noi! Non vogliamo la forca per chi ha sbagliato. Si abbia però il coraggio di riparare al mal fatto e al mal tolto. Siano ripristinati i servizi essenziali da sempre svolti negli Ospedali distrettuali di Tinchi, Stigliano e Tricarico. Se altro si vuole aggiungere, ben venga. La pubblica utilità non sia mai barattata con gli interessi privati. Se nessun uomo delle istituzioni risponderà con verità e serietà alle domande poste, diremo, ispirandoci a Guccini, non che “Dio è morto”, ma che “è morta la Repubblica”. Tinchi, 28 luglio 2010 Pietro Tamburrano, presidente del Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto |