|
Lettera aperta alla Città di Pisticci Cari amici Ho da dirvi poche cose, ma col cuore in mano. Anch’io, come tanti, sto sul tetto più alto dell’Ospedale di Tinchi da 61 giorni per impedirne la chiusura o la svendita. Dieci anni fa visitai il Sacrario di Bassano del Grappa. Sulle pareti di questo tempio trovai, tra i tantissimi nomi trascritti, quello di Rocco Iannuzziello. Tra le lacrime spontanee fui certo che quel soldato, caduto nella Prima Guerra Mondiale sul Monte Grappa, fosse di Pisticci. In nome di questo vostro concittadino, vi chiedo di aggregarvi nella pacifica lotta per impedire che si chiuda il vostro Ospedale di Tinchi. Ascoltatemi, per cortesia. Se si ammala uno di voi, l’Ospedale di Tinchi non può più avere cura di voi come prima. Bisogna correre a Policoro, col rischio che la folla di malati determini lunghe e a volte fatali attese o disservizi. Se, invece, si ammala un parlamentare, un consigliere regionale, un dirigente di alto livello, c’è per loro un pronto soccorso “speciale” al quale segue, forse a spese dello Stato, il rapido trasloco nella Svizzera, nel Liechtenstein, a Montecarlo o a Parigi, secondo la necessità. Il soldato Iannuzziello non morì per una Patria così matrigna! Amici di Pisticci, la vostra città è terza della Basilicata. Se ci fu una ragione per darvi un ospedale, non ce ne può essere una sola per sottrarvelo. Dov’è finita la vostra gloria passata? Volete rinunciare a che la vostra città sia capoluogo del Metapontino e della Val Basento? Dov’è la continuità della vostra cultura e delle vostre tradizioni? Lottate con noi per affermare diritti civili sacrosanti come quello della salute e del benessere. L’Ospedale di Tinchi è tra questi. Marconia ha manifestato il 27 agosto per difendere l’ospedale pisticcese. La stessa cosa chiedo a voi per il 2 settembre. La grande fiaccolata che si snoderà per le vie cittadine deve “disintegrare” l’arroganza di chi vuole disporre del potere come a lui piace, non come è utile ai cittadini. Difendete l’Ospedale contro gli interessi dei suoi nemici. Onorerete la dignità dei vostri figli, e la memoria del concittadino Iannuzziello, caduto sul Monte Grappa mentre invocava nel sangue i nomi di sua madre e del suo paese natio. Tinchi, 30 agosto 2010 Pietro Tamburrano |