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Tinchi, 30 agosto 2010
Scritto da Administrator   
Monday 30 August 2010

Lettera aperta alla Città di Pisticci


Cari amici

Ho da dirvi poche cose, ma col cuore in mano.

Anch’io, come tanti, sto sul tetto più alto dell’Ospedale di Tinchi da 61 giorni per impedirne la chiusura o la svendita.

Dieci anni fa visitai il Sacrario di Bassano del Grappa. Sulle pareti di questo tempio trovai, tra i tantissimi nomi trascritti, quello di Rocco Iannuzziello.

Tra le lacrime spontanee fui certo che quel soldato, caduto nella Prima Guerra Mondiale sul Monte Grappa, fosse di Pisticci.

In nome di questo vostro concittadino, vi chiedo di aggregarvi nella pacifica lotta per impedire che si chiuda il vostro Ospedale di Tinchi.

Ascoltatemi, per cortesia.

Se si ammala uno di voi, l’Ospedale di Tinchi non può più avere cura di voi come prima. Bisogna correre a Policoro, col rischio che la folla di malati determini lunghe e a volte fatali attese o disservizi.

Se, invece, si ammala un parlamentare, un consigliere regionale, un dirigente di alto livello, c’è per loro un pronto soccorso “speciale” al quale segue, forse a spese dello Stato, il rapido trasloco nella Svizzera, nel Liechtenstein, a Montecarlo o a Parigi, secondo la necessità.

Il soldato Iannuzziello non morì per una Patria così matrigna!

Amici di Pisticci, la vostra città è terza della Basilicata.

Se ci fu una ragione per darvi un ospedale, non ce ne può essere una sola per sottrarvelo.

Dov’è finita la vostra gloria passata? Volete rinunciare a che la vostra città sia capoluogo del Metapontino e della Val Basento? Dov’è la continuità della vostra cultura e delle vostre tradizioni?

Lottate con noi per affermare diritti civili sacrosanti come quello della salute e del benessere. L’Ospedale di Tinchi è tra questi.

Marconia ha manifestato il 27 agosto per difendere l’ospedale pisticcese. La stessa cosa chiedo a voi per il 2 settembre.

La grande fiaccolata che si snoderà per le vie cittadine deve “disintegrare” l’arroganza di chi vuole disporre del potere come a lui piace, non come è utile ai cittadini.

Difendete l’Ospedale contro gli interessi dei suoi nemici.

Onorerete la dignità dei vostri figli, e la memoria del concittadino Iannuzziello, caduto sul Monte Grappa mentre invocava nel sangue i nomi di sua madre e del suo paese natio.

Tinchi, 30 agosto 2010

Pietro Tamburrano

 

Ultimo aggiornamento ( Monday 30 August 2010 )
 
Dal tetto dell’Ospedale – 59° giorno
Scritto da Administrator   
Saturday 28 August 2010

Dal tetto dell’Ospedale – 59° giorno



UN LUNGHISSIMO CORTEO DI FIACCOLE


Oggi 28 agosto 2010, dal presidio permanente sul tetto più alto dell’Ospedale di Tinchi di Pisticci (MT) i dimostranti comunicano il grande successo di pubblico attento con la fiaccolata di ieri sera da Piazza Elettra di Marconia al Piazzale dell’Ospedale.

Il corteo di mezzo chilometro era composto da circa un migliaio di persone.

Hanno guidato la carovana i giovani universitari delle molte associazioni partecipanti al grido ripetuto lungo tutto il percorso “L’Ospedale non si chiude”.

Erano presenti uomini, donne, bambini e giovani dall’entusiasmo incontenibile.

Finora è stata la manifestazione popolare più nutrita e appassionata.

La banda musicale di Marconia ha alleggerito con le sue musiche la marcia decisa e fragorosa dei partecipanti. Lungo i cinque chilometri di percorso i giovani hanno improvvisato discorsi e danze confermanti la volontà di lottare per la loro terra e la determinazione a tornare in essa, una volta conclusi i loro studi universitari.

Per costruire un progetto di futuro per sé e per famiglie da creare, la loro terra non può essere privata di un servizio sanitario efficiente come quello svolto da sempre nell’Ospedale di Tinchi.

L’unico rammarico è stata l’assenza di emittenti televisive sia pubbliche che private.

E questa mattina su Rai Tre Basilicata si è parlato di una odierna sagra del “baccalà”, ma non della manifestazione forte vissuta ieri da Marconia a Tinchi.

Ancora una volta viene voglia di cantare con Modugno “Amara terra mia, amara e bella”!


Tinchi, 28 agosto 2010

 

il Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto

e

il Comitato Difesa Ospedale di Tinchi

Ultimo aggiornamento ( Monday 30 August 2010 )
 
Dal tetto dell’Ospedale – 57° giorno
Scritto da Administrator   
Thursday 26 August 2010

Dal tetto dell’Ospedale – 57° giorno



Ospedale di Tinchi: il tiro si alza verso la

Procura della Repubblica


Oggi 26 agosto 2010, alle ore 08,30, i due vicepresidenti del Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto Antonio Forcillo e Donato Fuina hanno dato origine a una insolita “incursione” davanti al Palazzo di Giustizia di Matera, che è anche sede della Procura della Repubblica competente per territorio.

Con loro due cartelloni dal titolo “Rubagalline d’Italia, attenti a voi!!!”

Testimonials d’eccezione una gallina di nome “Rosita” e un’oca di nome “Genoveffa”.

Il messaggio della manifestazione, non preannuciata, verteva sull’evidenziazione ironica dell’andazzo praticato da questa Procura, “rea” secondo i manifestanti di essere la Procura d’Italia tra le più efficienti per i “furti di bestiame”.

Per contro, di essere fortemente superficiale nel perseguire crimini e reati anche gravi, soprattutto se commessi da “pezzi grossi del mondo istituzionale e dell’onorata società lucana”.

Al rafforzamento di tale ipotesi, oltre alle decine di esposti e denunce presentati direttamente dal loro comitato contro il sistema del malaffare e del potere criminale lucano e sistematicamente archiviati da detta procura, anche le tesi e i pareri di un pool di criminologi di fama internazionale che avrebbero individuato proprio nelle carenze investigative di tale importante istituzione inquirente gli elementi favorenti il proliferare del malaffare di alto livello in Basilicata.

Dalla chiusura degli Ospedali ai furti di milioni di euro di fondi pubblici; dall’affare del petrolio agli accordi con la camorra per i rifiuti; dalle lupare bianche agli omicidi ed, esempio ben evidenziato, al caso dei “Fidanzatini di Policoro”.

I due esemplari pennuti recavano ognuna al collo una scritta, che per la gallina è stata: “Il mio nome è Rosita. A mia cugina Genoveffa dico che l’acqua è poca e la papera non galleggia”;

mentre per l’oca è stata: “Mi chiamo Genoveffa. Signor giudice, perché non mi invita a un ballo del quà-quà?”.

Entrambe, appena arrivate davanti al Tribunale hanno deposto un uovo, forse perché contente di visitare la Città dei Sassi o forse per gratitudine verso Giudici molto attenti alle loro problematiche di sicurezza.

Nel prennunciare altre iniziative atte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’operato della Procura della Repubblica di Matera, alle ore 12,30 i manifestanti sono tornati sul proprio presidio di origine.


Tinchi, 26 agosto 2010

 

il Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto

e

il Comitato Difesa Ospedale di Tinchi

Ultimo aggiornamento ( Thursday 26 August 2010 )
 
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