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C. V. D. P. Commissione di Vigilanza Per la Democrazia Partecipativa (movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare) Spett. AGCOM – Par Condicio e, p. c. agli Organi di stampa DENUNCIA Per ritenuta violazione del pluralismo e delle norme sulla comunicazione politica nelle campagne elettorali (L. 22 febbraio 2000, n. 28 – L. 6 novembre 2003 n. 313) Premessa Il movimento astensionista politico CVDP (Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa), si è costituito nel 2007 al fine di dare rappresentatività giuridica e politica a tutti i cittadini-elettori, ma soprattutto agli astensionisti politici, in quanto come è noto questi ultimi non sono rappresentati adeguatamente da altri movimenti, partiti o coalizioni politiche. Per astensionisti politici si intendono quegli elettori che decidono di astenersi dal manifestare il proprio voto per le elezioni politico-amministrative ed europee, a mezzo di “diserzione dalle urne” oppure esprimendo “scheda bianca o nulla”. L’astensione elettorale è il più delle volte dovuta a impedimenti oggettivi vari (malattie, permanenze extraterritoriali per motivazioni varie come studio, lavoro, ecc.), oppure, come emerso in questi ultimissimi tempi, anche per scarsità di offerta o per vero e proprio dissenso politico nei confronti di partiti e candidati. Il diritto all’astensione elettorale viene analogamente garantito dalle stesse norme previste dalle leggi e ordinamenti giuridici elettorali vigenti, trattandosi di uno degli aspetti peculiari, se non fondamentali, che distinguono le democrazie dalle dittature. Ciò fa sì che anche l’astensionismo, in quanto espressione di un consolidato diritto previsto, concorra alla costituzione di quel “pluralismo politico-istituzionale” indispensabile per la formazione dello stesso pensiero libero e democratico dei cittadini-elettori, prima e fondamentale istituzione di una Repubblica. Il regolamento istitutivo del movimento CVDP prevede, al fine di dare piena tutela e rappresentatività agli elettori, soprattutto se astensionisti, che lo stesso non debba essere un partito politico “tradizionale”, nel senso che per statuto non può candidarsi per qualsivoglia consultazione o tipologia elettorale, in quanto l’esercizio del proprio ruolo di rappresentatività si esaurisce esclusivamente con il perseguimento della tutela e difesa della sovranità, della dignità, e dell’immagine stessa dei cittadini-elettori, a prescindere dalla loro appartenenza politico-ideologica, sancita dal voto oppure no. Il movimento CVDP, riconosciuto altresì dalle più alte Rappresentanze istituzionali dello Stato, ai sensi del proprio regolamento istitutivo è diretto esclusivamente da “Commissari” (cittadini italiani regolarmente iscritti nelle liste elettorali, ma che autonomamente e in piena libertà di coscienza abbiano sottoscritto un regolamento che prevede l’astensione elettorale preventiva, a mezzo di diserzione totale dalle urne e per qualsiasi tipologia elettorale o referendaria). In questo caso, la scelta astensionistica dei Commissari CVDP, riconducibile esclusivamente a un “mezzo” di esercizio e non a un “fine” antipolitico, serve a certificare e garantire la loro assoluta indipendenza politico-partitica, fondamentale per il corretto svolgimento del loro ruolo di supervisione, sorveglianza e controllo obiettivo delle attività politiche esercitate da opinionisti, militanti, candidati, movimenti, partiti e coalizioni politiche operanti su tutto il territorio nazionale, sia durante le campagne elettorali che nel corso delle attività istituzionali e politico-elettive conseguenti. Fatti Nel corso della campagna elettorale per le Amministrative di maggio 2012, e nella specificità della presente denuncia durante il periodo di campagna elettorale per il ballottaggio, gli esiti della prima tornata dopo il voto del 6 e 7 maggio hanno registrato un incremento generalizzato della fenomenologia astensionistica, e ciò ha scatenato reazioni talvolta ingiustificate, se non addirittura ingiurose e offensive, da parte di alcuni esponenti nei confronti dell’astensionismo e dei cittadini che si sono astenuti. Tali dichiarazioni, rese senza alcun contraddittorio da organi di informazione pubblica nel corso di analisi, approfondimenti e dibattiti politici, hanno evidenziato una maldestra opera di screditamento, rivolto indistintamente verso la dignità e il pensiero politico di chi si astiene, attribuendo loro colpe e responsabilità pretestuose e con l’intento di esercitare sugli elettori una pressione psicologica induttiva, al fine di costringerli ad andare a votare. La falsità delle argomentazioni addotte hanno in certi casi addirittura sfiorato il ridicolo, in quanto alcuni esponenti hanno alimentato lo spauracchio che un forte ed ulteriore astensionismo possa addirittura inficiare la tornata elettorale per mancato raggiungimento del quorum, pur essendo noto che nelle elezioni amministrative il raggiungimento del quorum del cinquanta per cento più uno degli elettori aventi diritto al voto riguardano solo quei comuni dove è presente un’unica lista di candidati. In tutti gli altri comuni, come è il caso di quelli chiamati al ballottaggio, anche l’espressione di voto di uno solo degli elettori aventi diritto può validare l’elezione di uno dei due candidati sindaci ballottati. Nei casi specifici oggetto della denuncia, lo scrivente movimento ha pertanto immediatamente contattato le redazioni responsabili delle violazioni addotte, chiedendo debita e immediata replica in favore del pensiero e dell’immagine politica lesa degli astensionisti, e di queste solo la redazione di una testata ha immediatamente ottemperato concedendo e pubblicando una dettagliata intervista replicatoria alla CVDP. Cronologicamente, si vogliono quindi denunciare le seguenti violazioni non seguite finora da alcuna concessione di diritto di replica: Mercoledì 9 maggio - dichiarazioni di Bagnasco riportate tra gli altri sui siti del quotidiano LA STAMPA di Torino e IL SECOLO XIX di Genova, dal titolo Bagnasco: l’astensionismo ci preoccupa “Città del Vaticano - Il primo dato che emerge dall’esito delle amministrative «è una minore partecipazione al voto politico e questo esprime una certa disaffezione alla vita alle dinamiche del mondo politico e dei partiti»: il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a margine di una conferenza stampa commenta il risultato dell’ultima tornata elettorale. «Non possiamo certo rallegrarci» dice Bagnasco «perché l’espressione del voto è una forma fondamentale della partecipazione alla vita sociale, che è un diritto e un dovere per tutti in quanto persone». Giovedì 10 maggio – dichiarazioni del Sen. Nicola Latorre del PD alla trasmissione Agorà su Rai Tre riprese e pubblicate anche sul sito dell’agenzia AGENPARL di Roma dal titolo L. Elettorale: Latorre (PD), riforma necessaria contro patologia astensionismo Roma, 10 maggio – “Bisogna fare quella riforma elettorale indispensabile per evitare che l’astensionismo, che è già un problema serio, diventi una patologia grave per la nostra democrazia”. Lo ha detto Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori Pd, ai microfoni di Agorà, su Rai Tre. Domenica 13 maggio – dichiarazioni rese nel corso della trasmissione IN MEZZ’ORA su Rai Tre relativa alla recrudescenza del terrorismo. Lucia Annunziata chiede, al termine della puntata all’ospite On.le Sabina Rossa del PD, in collegamento: domanda di L.A. “la risposta in favore di Doria, parlando di campagna elettorale, Sabina Rossa, è secondo lei anche parte di questo grande clima di differenza, anche di questo grande clima diciamo di cambio della politica nel Paese, a Genova, cioè il fenomeno Doria, le elezioni, questa grande crisi si tengono?” risposta dell’On.le S.R. “ma, in parte, il fenomeno Doria, voglio dire,non è una risposta dell’antipolitica” domanda di L.A. “ma, è una possibile ricostruzione della politica, lontana dal PD ma nuova, forse” risposta di S.R. “la risposta, cioè io vedo che il dato è quello dell’astensionismo, che ci preoccupa; un elettore su due non è andato a votare; io credo che nel momento in cui c’è uno scollamento dalla politica viene allora a crearsi uno spazio, un terreno fertile dove può attecchire qualsiasi forma di degenerazione ideologica; il fenomeno Doria è stata una scelta, è stata una scelta su una persona che ha avuto una sua credibilità e una sua forza”. Considerazioni finali e conclusioni Quanto enunciato lede ragionevolmente i principi più basilari e fondamentali della Costituzione, infangando la sovranità e l’onorabilità di quegli elettori che, astenendosi, esprimono ugualmente un loro diritto fondamentale. Inoltre, data l’ininfluenza per la mancanza di quorum richiesto per le elezioni amministrative, la spinta elettoralistica che si vuole esercitare in questo modo nei confronti degli elettori indecisi e quindi potenziali astensionisti potrebbe anche determinare falsature, apportando significative variazioni nelle risultanze percentuali del consenso tra i partiti o gli stessi candidati. Si cita a tal proposito parte della sentenza n. 155 del 24 aprile/7maggio 2002, con la quale la Corte Costituzionale ha posto in rilievo come “il diritto all’informazione, garantito dall’art. 21 della Costituzione, venga qualificato e caratterizzato, tra l’altro, sia dal pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie – così da porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti – sia dall’obiettività e dall’imparzialità dei dati forniti, sia infine dalla completezza, dalla correttezza e dalla continuità dell’attività di informazione erogata” e che “il diritto alla completa ed obiettiva informazione del cittadino appare dunque tutelato in via prioritaria soprattutto in riferimento a valori costituzionali primari, che non sono tanto quelli della pari visibilità dei partiti, quanto piuttosto quelli connessi al corretto svolgimento del confronto politico su cui in permanenza si fonda il sistema democratico”. P.Q.M. vògliano le Autorità di garanzia AGCOM - Par Condicio intervenire tempestivamente al fine di sanare le falsità, le omissioni e le violazioni perpetrate ai danni degli astensionisti politici, del Pluralismo politico-istituzionale e della corretta informazione politica, connesse alle dichiarazioni e ai comportamenti dei soggetti evidenziati. Roma, 15 maggio 2011 la CVDP Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa (movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare) il Commissario – portavoce, Antonio Forcillo (cell. 338-5867165) |